Soave Classico: l’eleganza dei vini vulcanici veneti | Cesari
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Soave Classico: l’eleganza dei vini vulcanici veneti

Soave classico cesari close-up shot of bottle of white wine with yellow label, beside a glass of white wine and with a blurred background

Alla scoperta del Soave Classico, uno dei vini bianchi veneti più rappresentativi.

Quando si parla del patrimonio vitivinicolo veronese, lo sguardo tende a concentrarsi sulla Valpolicella, verso nord-ovest. Esistono però altre aree di interesse capaci di esprimersi attraversi vini nobili e con una lunga storia. Oggi parleremo della denominazione Soave Classico, legata a un territorio dove il profilo geologico, il tempo e l’uomo si sono uniti per dare vita a vini raffinati e lontani dalle mode passeggere.

Soave Classico: tra storia romana e suoli vulcanici

La zona identificata come Soave Classico all’interno della DOC Soave (datata 1968) delimita la zona storica e originaria della denominazione – quella racchiusa tra le colline dei comuni di Monteforte d’Alpone e Soave, appunto. Qui la tradizione vitivinicola affonda radici in una storia millenaria, che risale all’epoca romana.

Secondo i documenti, infatti, già nel V secolo d.C., Cassiodoro, ministro del re Teodorico, tesseva le lodi dei vini bianchi della zona, definendoli con “un bellissimo candore che sembra creato da un giglio bianco” 

Tuttavia, il segreto di quello che con gli anni sarebbe poi stato conosciuto come Soave Classico è da ritrovarsi nel sottosuolo. Infatti, a differenza delle principali aree vinicole calcaree circostanti, il cuore della zona classica di Soave è caratterizzato da una matrice di origine vulcanica. La storia geologica locale è frutto di una trasformazione iniziata oltre 90 milioni di anni fa, da un fondale marino interrotto da eruzioni e colate laviche sottomarine. 

Oggi, questo lascito si traduce in suoli scuri, dalla componente ricca di basalti e affioramenti calcarei. Per la vite, questo terreno rappresenta una sfida e una risorsa incredibile: costringe le radici a scendere in profondità alla ricerca di nutrimento, donando alle uve di caratteristiche che ritroveremo nel calice sotto forma di piacevole acidità, verticalità e una sapidità quasi salina, cifra stilistica inconfondibile dei vini vulcanici.

Il vitigno Garganega: Struttura ed eleganza

Il vitigno autoctono principale del Soave è la Garganega, la spina dorsale della denominazione, che nel disciplinare è prevista per un minimo di 70%.

La Garganega non è un vitigno aromatico nel senso stretto del termine: non cerca infatti l’impatto olfattivo immediato, o l’esuberanza al naso con note primarie. Al contrario, è una varietà discreta, che trova la sua complessità durante la maturazione.

Questo uvaggio ha una buccia spessa e coriacea – con colori che variano dall’oro all’ambra a piena maturazione fenolica – caratteristica che protegge il grappolo e aiuta a preservare l’acidità tipica anche nelle annate più calde.

Soave Classico “Tremenalto” Cesari

Sebbene la storia di Cesari sia legata alla Valpolicella Classica, da sempre la nostra cantina si è spinta oltre i confini territoriali – come ad esempio, verso il Garda – per raccontare volti diversi del territorio veneto.

Così nasce Soave Classico DOC Tremenalto: dal desiderio di esprimere al calice anche questa zona unica e così vicina a noi. Il Soave Classico Cesari è prodotto da uve 100% garganega coltivate nella zona collinare di Tremenalto, un toponimo che deriva storicamente dall’unione delle parole “termine”, a indicare i confini geografici tra i comuni di Monteforte d’Alpone e quello di Montecchia di Crosara, e “alto”, per la natura collinare della zona.

Segue un processo di classica vinificazione in bianco, e conseguente fermentazione del mosto con lieviti selezionati a temperatura controllata di 16°C.

Alla vista, Soave Classico “Tremenalto” Cesari si presenta con un colore giallo paglierino con riflessi verdognoli. Al naso, si esprime con un bouquet persistente di frutta matura e biancospino, mentre al palato è secco, delicato e di piacevole struttura, con un finale persistente.

Soave Classico: abbinamenti consigliati – dai crudi di pesce ai risotti

Grazie alla sua struttura equilibrata e alle sue caratteristiche, il Soave Classico “Tremenalto” Cesari si rivela un vino straordinariamente versatile a tavola, capace di sostenere abbinamenti complessi sia con la cucina di mare sia con preparazioni vegetariane.

soave classico cesari close-up shot beside a plate of Summer pasta with green vegetables and fish

  • Crudi di pesce: consigliamo crudi tendenti al dolce come la tartare di ricciola, scampi o carpacci di spigola. La nota minerale, invece, si sposa perfettamente con i molluschi e crostacei.
  • Tradizione veneta: il Soave Classico Cesari trova il compagno ideale nei piatti tipici della regione, come il risotto con gli asparagi bianchi o il baccalà mantecato.
  • Cucina vegetariana: tra sformati e primi di verdure primaverili, vellutate aromatizzate e piatti a base di funghi non troppo strutturati, il Soave Classico “Tremenalto” trova una menzione d’onore grazie alla sua pulizia aromatica.

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